tradimento brexit: lettera al Corriere

Risposta a “Brexit, i 700mila italiani ‘traditi’: Chi va e chi resta. E’ l’ora delle decisioni”, dalla serie ‘I 100 giorni in Europa’, Marzo 2019

Gentile Dr Ippolito,

Ho letto con attenzione il suo articolo sui cittadini italiani nel Regno Unito, che mi riguarda personalmente dato che vivo e lavoro in Gran Bretagna (Oxford). Sono emigrata dall’Italia nel 2011, ad anni ventuno, subito dopo la laurea.

Volevo innanzitutto ringraziarla per aver ricordato i cittadini italiani d’Inghilterra sulle pagine del Corriere. Ho soltanto un paio di domande riguardo a questo articolo in particolare, e in generale ai contenuti promossi dal Corriere nell’ambito del Brexit.

Per prima cosa, mi chiedevo come mai il suo articolo si riferisca a studenti, ricercatori universitari, ristoratori, affaristi, e non tenga conto di un aspetto molto più drammatico del Brexit, ovvero le relazioni familiari, care alla cultura italiana molto più che alla cultura britannica. Quest’anno mi sposerò con un cittadino gallese, con cui durante gli ultimi anni ho sognato, sospirato, discusso una vita insieme e una famiglia, come d’altro canto molti altri cittadini italiani sposati a cittadini britannici: ad oggi, lo stato britannico non ci fornisce garanzie domiciliari, e lo stato italiano non ci fornisce garanzie lavorative. Siamo entrambi professionisti, intelligenti, figli e discendenti di migranti e popolazioni perseguitate: in un modo o nell’altro, ce la caveremo. Ma la domanda rimane: quanto spazio ci è stato riservato nei pensieri dei politici e dei giornalisti?

La seconda domanda riguarda l’uso del termine ‘tradimento’ nel suo articolo, e dovrebbe forse essere rivolta allo stato italiano, che un mio esimio collega ha recentemente definito come ‘il maggior importatore di eccellenze al mondo’: che tipo di stato è lo stato che offre ai propri giovani un sistema educativo tra i migliori al mondo per qualità, equilibrio sociale, risultati, e un panorama lavorativo sahariano? Che tipo di meccanismo satanico e masochista ha in atto il sistema professionale italiano, che respinge a forza i giovani e le donne e poi li condanna per essersi spostati all’estero semplicemente per trovare il tanto sospirato lavoro che combaci con le proprie capacità?Questo stato che sta condannando l’Inghilterra per il ‘tradimento’ del Brexit, non dovrebbe forse condannare sé stesso per aver tradito i propri (e le proprie) giovani?

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s