La ballata del lupo cattivo

L’ultima volta che sono tornata in valle, ho portato con me Edward, che è cresciuto in un paese perfettamente civilizzato, sterilizzato da qualsiasi presenza selvaggia (bestie, persone, emozioni etc.) e che, accortosi che di lupi si parlava, ha esclamato “Wolves? That is AMAZING!“. A quel punto ho dovuto trascinarlo a fare una passeggiata fuori, perchè c’erano almeno sette facce che lo guardavano storto – facce di gente che possiede animali da pascolo o che cammina per i boschi, e che non ha per niente voglia di farsi sbranare una mano o tutte le pecore.

Probabilmente, in questo paese nordico dove la gente combatte per garantire l’ergastolo a chi abusa gli animali domestici e sbandiera per i diritti dei gatti di strada, il ritorno del lupo significa visibilio completo. Dove? Come? Quando? Dobbiamo andare subito a sbandierare anche là! (Vedo già le facce degli sbandieratori animalofili). In realtà, se si è come me, cioè cresciuti a pane e leggende (il lupo di gubbio, cappuccetto rosso, zanna bianca, il richiamo della foresta, balla coi lupi et cetera) non si può non provare una leggera scossa elettrica alla notizia che i lupi ci sono (eccome se ci sono) e proliferano selvaggi nella selvaggitudine. Il lupo, simbolo di saggezza per i nativi americani e di libertà assoluta in una cultura più moderno-occidentalizzata, è in fin dei conti ciò che tutti noi vorremmo essere in un mondo di individui: la figura forte, legata al branco ma singola e libera, true to itself (fedele a sè stessa). Come resistere all’attrazione fatale?

Però, però. Se i lupi liberi e forti si mangiano tutti gli asini e i montoni della valle, se non per gli allevatori, almeno un po’ di compassione per gli asini e i montoni potremmo mostrarla. (Anche se è garantito che gli allevatori gradirebbero un po’ di simpatia). Per non parlare del fatto che, se la storia di Cappuccetto Rosso si racconta, da qualche parte deve essere spuntata – ricordiamoci che il folklore è sempre basato su fatti realmente accaduti. C’è da sperare che agli allevatori non venga voglia di farsi una bella scorta di pelli di lupo per il prossimo inverno (stile Old Far West) e che nessuno degli animalisti feroci si perda nel bosco di notte (AUUUUUU!).

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