Le signorine Boobies Out

Premesso che io a Londra ci vo soltanto in casi di emergenza e non in concomitanza con atti terroristici, qualche tempo fa mi trovavo per l’appunto in una di queste situazioni di emergenza, in cui erano implicati un certo passaporto e una certa terrina di insalata piena d’olio che un giorno decise di condurre un’esplorazione volante di una certa borsa.

Dunque, stavo per l’appunto facendo il mio dovere di noncittadina, perdendomi per le strade della metropoli alla ricerca di un fantomatico ufficio, quando ad un tratto, aspettando il mio verde al semaforo, una vocina mille miglia al di sotto del livello del mio naso grida “look, mummy, the ladies have got their boobies out!”. Mi giro per vedere una mamma fare prontamente dietro-front tirandosi dietro un bambino che si sta facendo venire il torcicollo per guardare, dall’altra parte del semaforo, quattro signorine con due … quattro… otto, ehm, boobies sbocciare fuori dai loro petti come balconcini rinascimentali, no filter. Sui petti scamiciati delle quattro stava scritto, in lettere nere ‘WEAR YOUR OWN SKIN‘, indossa la tua pelle.

Comincio a capire. La settimana della moda e gente come Gucci e Versace che scuoiano teneri volpacchiotti per manicotti e colli. Stavolta mi sono salvata: i miei stivali sono in pelle sintetica e il mio zainetto è più artificiale del Taiwan. Ottimo, mi appresto ad attraversare senza rimorso alcuno. E mi accorgo che queste signorine, per quanto benintenzionate, abbiano trascurato un paio di punti strategici: numero uno, hanno le loro boobies al vento; numero due, ci sono interi greggi di uomini latini, nordici e australoasiatici accorsi a fotografare le loro boobies al vento. No, non la scritta – just the boobies. Perfino i giornalisti del Times, che molto raramente hanno occasione di vedere corpo di donna, figuriamoci delle boobies gratuite, si avvicinano e zoomano. Un turista prepubescente arriva addirittura ad avvicinarsi da dietro, toccare una delle boobies e correre via ridendo come un matto.

Questi grossolani errori strategici, che stanno costando alle signorine l’intera strategia, mi fanno accaponare la superfice cerebrale, e sono quasi tentata di accorrere in loro soccorso e applicare una delle mie fenomenali idee di marketing (donna vestita da Ku Klux Klan e mucca? uomo con mannaia e capretta?), ma il mio genio è richiesto a breve in un ammuffito ufficio passaporti. Pazienza, gli manderò i miei suggerimenti via email.

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